EventiContattiProgettiBiografiaMusicaFotoEsperienzeSpartiti
             

 

 

          



La formazione

Provenendo da una tradizionale famiglia di musicisti, la sua formazione di base non poteva che essere classica e la deve a suo nonno, il quale fece di lui un discreto pianista.
Solo successivamente, per appagare il suo innato istinto e smodato senso della "variazione", intesa nella sua più ampia accezione (anche come dinamicità del fenomeno musicale nel tempo), si è  completamente immerso nell' alveo della Musica Improvvisata, privilegiando  in particolare il JAZZ che rappresenta  lo sviluppo più completo e moderno.
Da qui la scelta di suonare il Sax: strumento di perfetta ed ancestrale sintesi del suo modo di sentire ed esprimere la musica.

 

I riferimenti musicali
I suoi attuali riferimenti, sono: David Liebman, Steve Lacey, Larry Smith, Bill Pierce , Joe Lovano , Steve Coleman, Ornette Coleman Wayne Shorter, Jhon Zorn, Tim Berne ed altri.
Negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sulle tecniche moderne di espressione e composizione legate allo sviluppo delle Musiche Improvvisate di derivazione Afro-Americana.
In particolar modo ha studiato la possibile evoluzione della proposta musicale di Steve Coleman legata al movimento M-Base; l'estensione ed applicazione del concetto di Armolodia di Ornette Coleman, l'organizzazione e lo sviluppo del "Materiale Sonoro" nelle cosiddette "forme aperte" contemporanee, le conseguenze di un compiuto "Approccio Cromatico" nella creazione di un linguaggio improvvisato.   Ha inoltre attribuito enorme importanza all’influenza che oggi può avere, sulla costruzione di un linguaggio personale, la musica Contemporanea (con riferimenti particolari a Shoenberg, Weber, Kagel, Feldman ma anche  Cage ed altri):  il suo tentativo è, infatti, quello di inserire all’interno dell’approccio afro-americano l’esperienza più creativa del novecento europeo o più in generale occidentale: dodecafonia, serialità, musica aleatoria, ecc..  
Ultimamente si è dedicato ad approfondire le tecniche di direzione d’orchestra contemporanea, come quella del “sound painting”secondo gli insegnamenti di Walter Tomphson.

 

LE ESPERIENZE MUSICALI
La sua esperienza musicale è stata, in sintesi, molto varia: dalle collaborazioni a progetti di musica contemporanea con i Maestri Albert Mayer e Giuseppe Chiari, alla gestione di un suo personale progetto denominato "Nuvole Sonore" con la collaborazione di Paolino Della Porta, Mauro Grossi, Carlo Pedrini, Alessandro Fabbri ed altri.
Il suo approccio improvvisativo e compositivo ha trovato chiara e libera espressione all' interno del quartetto di Jazz Contemporaneo "FREE FLY", creato insieme  al chitarrista ed amico Walter Donatiello e completato da una moderna e creativa sezione ritmica capitanata da Giulio Capiozzo (drums) e Santino Carcano (bass).  La naturale evoluzione di questo percorso ha dato origine al progetto "Periplo Free Project" con la collaborazione di W. Donatiello, Massimo Manzi( drums) e Giovanni Tommaso(bass). Fino all'attuale proposta , "Pinocchio Sound Project" che vede coinvolto sempre Donatiello, Di Lenge (drums), Luigi Ranghino ( piano), Attilio Zanchi (bass).

Sempre legata al concetto improvvisativo, ma nel rapporto con le altre arti, è la sua partecipazione ai progetti di “Sinestesia” dove si confronta con immagini visive di diverso genere, nel tentativo di tradurle in un articolato e logico evento sonoro: sia in performance solitarie con eventuale uso dell’elettronica, ma anche con diversi musicisti, come Arrigo Cappelletti ed altri.
Su questa stessa linea si innesta “ Una storia senza punto finale”, in cui le improvvisazioni musicali estemporanee accompagnano immagini e filmati dedicati alla vicenda dei “desaparecidos” negli anni della dittatura in Argentina.
Il  progetto più recente è
Anastomosi project, il cui repertorio si basa su brani originali scritti ed arrangiati da Biagio Coppa, e si avvale della collaborazione di alcuni degli esponenti dell’avanguardia dell’area downtown  Newyorkese. Il risultato di questa prima esperienza collaborativa è stata la registrazione, in marzo, a New York, dell’opera “Anastomosi”, il cui lavoro discografico verrà pubblicato all’inizio del 2006.

Il riferimento è l’Avanguardia europea che incontra quella Afro-Americana, tentativo non nuovo e non sempre riuscito ma in questo caso è il punto di partenza che presenta le maggiori novità: il materiale musicale proposto, nella sua scrittura e forma, grazie al suo livello di astrazione permette non solo la coesistenza ma anche l’interazione fra gli elementi di due approcci solo apparentemente così lontani.

FLIGHT BAND

Biagio Coppa dirige l’orchestra Flight Band di San Donato Milanese dal 1997, costituitasi recentemente in Associazione Culturale molto attiva nel campo della musica jazz.

Il repertorio spazia dai classici di Broadway e della “Swing Era” (J.Van Heusen, G.Gershwin, D. Ellington, …)  ai ritmi latini (A.Jobim e i maestri del bossa nova ), agli “standard” del periodo be-bop e degli anni ’50-’60 ( C.Parker, M. Devis, H. Silver, S. Rollins).

Biagio Coppa è anche il Direttore Artistico dei  progetti più importanti portati avanti dalla Fligth Band:

- nel 2002  Rhapsody in Blue  di Gershwin nella versione originale per pianoforte e jazz band e orchestra in collaborazione con il Civico Istituto Musicale di S. Donato Milanese e col pianista Giovanni Vitaletti.

- nel 2003 Quadri  di  un’esposizione di M.Musorgskij nell’insolito arrangiamento  per jazz band di Michele Ferrara, presentato in concerto assieme alla versione pianistica originale eseguita da G. Vitaletti.

- nel 2004/2005 Birth of the Cool  di M. Davis, in una rilettura della partitura originale si è cercato di lasciare intatto lo spirito compositivo ma, allo stesso tempo, di alterare e rimescolare alcuni elementi.

In questa occasione il lavoro compiuto dal maestro Biagio Coppa, insieme alla Flight Band, tiene conto delle esperienze storiche delle big band cosiddette non tradizionali - che vanno da Sun Ra, alla Liberation Orchestra, agli stessi Gil Evans, Butch Morris e Carla Bley – e di alcune moderne  tecniche di direzione d’orchestra, come quella del ‘sound painting’.

Nel maggio 2004 ha partecipato alla rassegna “Birth of the cool: il Jazz dell’America degli anni cinquanta” organizzata dalla Flight Band.

- nel settembre 2004 ha organizzato la manifestazione “Jazzin’Band 2004” incontro di big band dell’hinterland milanese.

- nell’ottobre 2004 ha organizzato con la Flight Band uno stage per musicisti dal titolo “Improvvisazione come Conversazione” con Ralph Alessi e l’evento sinestetico “ANASTOMOSI collegamenti tra suono, segno, voce e corpo”.